Sussidi iniqui Difendiamo l’Italia che lavora
Il testo denuncia quella che definisce una disparità nella distribuzione dei sussidi e sostiene che il ceto medio non chieda privilegi. La richiesta è di non essere penalizzato per il fatto di lavorare, dichiarare ogni euro guadagnato e cercare di migliorare la propria condizione. Nel testo, queste parole sono accompagnate dall’appello a difendere chi lavora.
Roma, 14 ottobre 2026 – Il ceto medio non chiede privilegi. Chiede di non essere punito perché lavora, dichiara ogni euro e prova a migliorare la propria vita. In Italia, invece, chi rispetta le regole rischia di pagare anche per chi le aggira. Non è una guerra ai poveri, ma una critica a un sistema di bonus, esenzioni e sussidi di cui raramente si misurano i risultati. Secondo Itinerari Previdenziali, i trasferimenti statali alla gestione assistenziale dell’Inps sono saliti da circa 74 miliardi nel 2008 a 180 nel 2024: voci diverse, non tutte destinate alla povertà. Nello stesso periodo, secondo l’Istat, i poveri assoluti sono passati da circa 2,8 a 5,6 milioni. 🔗 Leggi su Quotidiano.net
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