Se non leggevo Pirandello mi rompeva il cellulare la figlia in aula contro il patrigno | lui accusato di tentato omicidio della madre
La bambina era costretta a leggere e tradurre «Uno, nessuno e centomila» durante le elementari: se non lo faceva, il patrigno si arrabbiava e le rompeva il cellulare. Lo ha raccontato in aula, dove l’uomo è accusato di tentato omicidio della madre.
Costretta a leggere e a fare la versione di «Uno, nessuno e centomila» di Luigi Pirandello quando era solo una bambina che andava alle elementari. Altrimenti il patrigno si arrabbiava e le rompeva il telefonino. Lo ha raccontato in tribunale a Torino la figlia, oggi maggiorenne, dell’ex compagna e convivente dell’uomo. Sotto accusa è un ingegnere di 52 anni che risiede a Chieri, accusato di tentato omicidio, maltrattamenti e stalking nei confronti della madre della ragazza, come racconta il Corriere di Torino. «Nel corso degli anni me ne avrà sfasciati sette», ha raccontato la ragazza, sentita a processo in qualità di testimone. «Non ricordo se ero in quinta elementare o in prima media quando dovetti leggere quel libro, che poi ho studiato a scuola in quinta superiore». 🔗 Leggi su Open.online
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