La guerre des prix il massacro dei piccoli produttori e l’ipocrisia della competitività | in un thriller il lato oscuro del capitalismo nella grande distribuzione
Un thriller racconta la guerra dei prezzi nella grande distribuzione e le conseguenze per i piccoli produttori. Al centro c’è il contrasto tra le buone intenzioni e la ricerca del profitto, descritta come una logica dominante. La vicenda ruota attorno al denaro, indicato come elemento costante delle dinamiche economiche rappresentate. Il testo presenta così il lato oscuro del capitalismo attraverso la competizione commerciale e il rapporto tra distribuzione e produttori.
“È sempre una questione di soldi. Sempre”. C’è poco da fare. Tra l’idealismo delle buone intenzioni dall’etica intonsa e la cieca logica meccanico-ossessiva del profitto, vince sempre la seconda. Sempre. Non fa difetto il risultato dello scontro brutale tra grande distribuzione alimentare e piccoli e indipendenti allevatori-produttori di latte biologico, protagonisti di La guerre des prix. Un thriller agricolo-finanziario diretto dall’attore Anthony Dechaux, nonché anteprima di lusso della settima edizione del Job Film Days, appena conclusasi a Torino. Gli allevatori di mucche della Normandia li avevamo lasciati appesi, suicidi per il collo, in Serotonina del maestro Houellebecq. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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