Israele nega il visto di lavoro e revoca il permesso di soggiorno alla giornalista italiana Serena Bilanceri Inaccettabile limitazione della libertà di stampa
Le autorità israeliane hanno negato il visto di lavoro e revocato il permesso di soggiorno a una giornalista italiana, corrispondente del quotidiano tedesco Taz. La decisione è motivata dall’accusa di aver incitato al boicottaggio. Senza visto e permesso, la giornalista non può lavorare né vivere in Israele.
Non può vivere in Israele né lavorarci perché ha incitato al boicottaggio. È questa l’accusa con cui le autorità di Tel Aviv hanno negato il visto di lavoro e revocato il permesso di soggiorno alla giornalista italiana Serena Bilanceri, corrispondente del quotidiano tedesco Taz. Una posizione, quella israeliana, che la cronista ha respinto categoricamente. A dare notizia del provvedimento contro Bilanceri è stato l’ Ufficio Stampa del governo, che rilascia gli accrediti ufficiali e i tesserini stampa. ”Riteniamo che ciò costituisca una grave violazione della libertà di stampa. Il governo Netanyahu sta abbandonando i principi di uno stato democratico fondato sul diritto. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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