’Il nome che ho scelto’ Storia di una ribellione gentile
Asmaa arriva a Bologna dal Marocco a sette anni, senza conoscere l’italiano. Il sogno di vivere in una piccola New York si infrange appena scende dall’autobus, all’autostazione. È l’inizio della storia raccontata in «Il nome che ho scelto», descritta come una ribellione gentile. Il testo segue il suo arrivo in città e il primo impatto con un luogo diverso da quello che aveva immaginato, senza aggiungere altri dettagli sul percorso della protagonista.
Quando Asmaa arriva a Bologna dal Marocco ha sette anni. Non conosce una parola di italiano e quel sogno di vivere in una piccola New York si infrange appena mette piede fuori dall’autostazione. È qui che impara ad affrontare prepotenze e razzismo. E il primo gesto di autodeterminazione che compie è cambiare nome, da Asmaa a Jasmine. Il libro che Jasmine Haffadi (foto) presenta oggi alle 18 alla Libreria Coop Ambasciatori si intitola proprio Il nome che ho scelto (Mondadori). Dopo quegli anni duri, punteggiati da "quando torniamo a Casablanca?", disturbi alimentari, attacchi di panico, cadute e successive risalite, Jasmine trova nello studio una possibile via d’uscita, fino alla partenza per Miami per imparare a fare impresa. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

Jasmine Haffadi presenta il libro: Il nome che ho scelto - Mondadori Electa
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