Tecnologia e IA non possono prescindere dall’umano
L’intelligenza artificiale può aiutare il giornalismo, ma il suo impiego pone interrogativi sulla verità e sulle regole deontologiche. Il tema è al centro di una riflessione sul rapporto tra tecnologia e lavoro umano, avviata con una domanda sui limiti dell’IA nel settore dell’informazione. Il testo richiama la necessità di considerare la componente umana nell’uso delle nuove tecnologie, senza indicare strumenti specifici o formulare risposte definitive sui possibili effetti dell’intelligenza artificiale.
Roberto Paglialonga – Città del Vaticano Fino a dove l’IA può aiutare il giornalismo? Qual è il suo impatto sulla verità e, dunque, sulla deontologia della professione? Quanto è reale il timore che essa possa sviluppare e sostituire la coscienza della persona? Può la tecnologia prendere il posto dell’umano? Come comportarsi di fronte al cambiamento, così rapido, che l’IA impone? Da queste domande è partito il corso di formazione intitolato Deontologia del giornalismo e la verità pubblica e pubblicata nel tempo dell’AI, organizzato da Ucsi, Ordine dei giornalisti del Lazio e Fondazione Fratelli tutti presso la Pontificia Università Gregoriana, per riflettere anche sulle implicazioni e le suggestioni emerse dall’enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV. 🔗 Leggi su Vaticannews.va

The One Thing AI Still Cant Do (That You Can)
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