Le pillole di Polly | recensione di Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata di Alessia Gazzola
Nella Londra degli anni Venti, una giovane donna di poco più di vent’anni cerca spazio per la propria voglia di vivere e per una passione insolita: collezionare paralumi. È la protagonista di *Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata*, romanzo di Alessia Gazzola recensito nella rubrica “Le pillole di Polly”. La presentazione del libro la descrive come uno spirito libero alle prese con tempi difficili, in un’epoca in cui la sua esuberanza sembra complicarle la vita. Ad aggiungere una nota misteriosa alla vicenda è il fantasma evocato dal titolo.
Tempi duri per gli spiriti liberi nella Londra degli Anni Venti del secolo scorso. La situazione peggiora se si è una ragazza di poco più di vent’anni con una gran voglia di vivere e una passione smodata per i paralumi. E se la giovane in questione presenta anche una spiccata propensione ad impicciarsi ogni volta che viene commesso un delitto, cercando di rubare il lavoro alla polizia, è chiaro che il guaio è grosso. Il risultato della miscela di tutti questi ingredienti esplosivi ha un nome e un cognome: Beatrice Bernabò, per gli amici Miss Bee. Beatrice, croce e delizia del padre Leonida, docente universitario di Italianistica, ha pure un altro difetto, probabilmente il peggiore di tutti. 🔗 Leggi su Romadailynews.it
Segui gli aggiornamenti su Recensione.
Notizie e thread social correlati
Leggi anche: Le pillole di Polly: recensione di “Il codice dei Wooster” di P.G. Wodehouse
Le pillole di Polly: recensione di “Il fattore gatto” di Piergiorgio PulixiUn evento si è verificato in una libreria chiamata Les chats noirs, dove una donna miliardaria è apparsa e ha incontrato il protagonista, Marzio...