Il teatro dei social | qualcuno scrive la parte e qualcun altro paga il conto
Il testo descrive i social come un palcoscenico aperto, dove molte persone recitano una parte davanti a un pubblico numeroso. Chi assiste, sostiene l’autore, spesso giudica senza conoscere i fatti. La metafora teatrale prosegue con il riferimento agli attori, alla platea e alle quinte, che nei social non servono. Il brano si interrompe dopo questa immagine e non specifica chi scriva la parte o chi paghi il conto.
I social sono un grande palcoscenico. La platea è immensa, gli attori sono ovunque e il pubblico giudica spesso senza sapere un cazzo. Non servono sipari nĂ© quinte di velluto. Basta uno schermo e una storia raccontata nel modo giusto. Come in ogni rappresentazione, ci sono un architetto, uno scenografo, degli attori e una successione di scene. L’architetto pensa la struttura, lo scenografo prepara il terreno, gli attori recitano. Qualche volta le figure coincidono, altre volte ognuno fa la sua parte. Il regista, quello che tiene insieme tutto, può anche non comparire mai. La commedia comincia piano. Una battuta velenosa, un commento passivo-aggressivo, una frecciatina. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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