Va due volte in maternità e il Cnr le nega l’assunzione come ricercatrice La giudice | Discriminata in quanto donna
Una ricercatrice che aveva lavorato per un istituto del Cnr dall’aprile 2021 si è vista negare l’assunzione dopo due periodi di maternità. La giudice ha stabilito che la donna è stata discriminata in quanto donna. La ricercatrice aveva proseguito l’attività fino a marzo, con una serie di contratti e un assegno di ricerca. Il testo non specifica quando sia stata presa la decisione di non assumerla né quali misure siano state disposte dal tribunale.
Aveva iniziato a lavorare come ricercatrice per l’Istituto di scienze marine del Cnr nell’aprile del 2021 e, un contratto e un assegno dietro l’altro, l’ha fatto fino a marzo. Ma quando alla fine dell’anno scorso il Consiglio nazionale della ricerca aveva aperto un bando per la stabilizzazione del personale che avesse già lavorato per almeno tre anni (1.095 giorni) presso l’ente, aveva finalmente sognato di ottenere il posto fisso e la tranquillità che ne consegue. Sogno subito stroncato, perché la sua domanda era stata bocciata: in mezzo, infatti, aveva trascorso due periodi di circa otto mesi ciascuno in maternità, che il Cnr aveva depennato dal conteggio. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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