Quando l' infosfera diventa tossica è necessario gettare la TV ripensare al giornalismo ormai così sacrificato alla tanatofilia
Il testo descrive un’opinione pubblica guidata da ondate emotive e dal contagio, più che da valutazioni razionali. Le persone, secondo l’autore, tendono a comportarsi come mandrie, mentre gli agenti razionali confrontano vantaggi e svantaggi, esaminano le alternative e scelgono quella che appare più adatta alla situazione. In apertura, il brano propone di liberarsi della televisione quando l’infosfera diventa tossica e invita a ripensare il giornalismo.
L’opinione pubblica procede per ondate psicoemotive. Il suo segno zodiacale non è il logos, ma il contagio emotivo. Le masse si comportano più come mandrie che come agenti razionali: questi ultimi soppesano pro e contro, vagliano diverse opzioni e scelgono quella che sembra la migliore in quel contesto. Nulla di più lontano dalla passività con cui il cittadino medio – distratto, indaffarato, stremato – subisce il terrorismo mediatico. Nell’epoca in cui i media si crogiolano nel cantare la fine dell’Occidente, occorre ripensare il giornalismo per uscire dall’impasse nichilista in cui è precipitata la psicosfera collettiva. NICHILISMO MEDIATICO La narrazione della crisi genera la coscienza della crisi, la quale rinforza la crisi stessa. 🔗 Leggi su Ilgiornaleditalia.it

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