Lo spauracchio di Erdogan sulla propaganda Lgbt per colpire i media
Le autorità turche hanno preso di mira T24, un organo di informazione indipendente, accusandolo di diffondere «propaganda Lgbt». La vicenda si inserisce in una fase in cui, secondo il testo, lo spazio democratico del Paese continua a restringersi. Non vengono forniti dettagli sulle misure adottate contro la testata né sulle ragioni specifiche dell’accusa. Il titolo collega la contestazione alla linea del presidente turco, ma l’articolo non descrive ulteriori sviluppi.
Ankara. Lo spazio democratico già minuscolo della Turchia continua a restringersi. Un altro organo di informazione indipendente, T24, è stato preso di mira. Il suo sito web e i suoi account sui social media sono stati oscurati dall’Autorità turca per le telecomunicazioni, Btk, con l’accusa di “propaganda Lgbt”. T24, il più grande e prestigioso portale di notizie indipendente della Turchia, è stato oscurato per presunta diffusione di “propaganda Lgbt”, dopo una campagna diffamatoria e denigratoria lanciata sui social da correnti di fondazioni islamiste vicine al governo turco. La decisione di chiusura è stata annunciata nell’ambito della massiccia operazione repressiva contro le organizzazioni omosessuali del ministro dell’Interno denominata “La mia famiglia è al sicuro”. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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