Bologna il ceto medio sempre più povero riempie mense di carità e ambulatori solidali | Vediamo ex imprenditori giovani part time e pensionati con la minima
A Bologna, mense di carità e ambulatori solidali accolgono sempre più persone del ceto medio che non riescono a sostenere le spese. Tra loro ci sono ex imprenditori, giovani con contratti part time e pensionati con la minima. A metà mese, racconta il testo, molti hanno già esaurito i soldi per la spesa, assorbiti dal caro vita e dai costi della casa, e si rivolgono ai servizi gratuiti per mangiare e ricevere cure.
A metà del mese restano già senza i soldi per fare la spesa, «bruciati» dal caro vita e dal costo proibitivo della casa, per chi ancora ce l’ha. Quindi bussano alle porte delle mense di carità per mangiare e degli sportelli medici no profit per garantirsi le cure sanitarie. Aumentano (a dismisura) le persone in difficoltà sotto le Due Torri e il recente report delle dichiarazioni dei redditi 2025 fatto dalle Acli lo dice bene: i bolognesi prima ritenuti benestanti stanno entrando nella fascia media e quella che era la classe media sta scivolando inesorabilmente verso il basso. La cosiddetta «zona grigia» della popolazione si sta ampliando. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it
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