C’è chi parla del mondo per non smettere di farne parte

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Nei primi anni Ottanta, alcune domeniche estive si trascorrevano in un giardino di viale Sabotino, a Milano, un tempo campo da bocce. Rita e Franco portavano con sé un volume della collana Oscar Mondadori, che si passavano con soddisfazione. Il ricordo racconta un’abitudine condivisa e un luogo frequentato nel pomeriggio, senza specificare il titolo del libro né altri dettagli sulle persone presenti.

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Era un’estate dei primi anni Ottanta. Si passava la domenica pomeriggio in un giardino che era stato campo da bocce in viale Sabotino, a Milano. Rita e Franco si portavano appresso un Oscar Mondadori che si passavano di mano con grande soddisfazione. Il libro era Bar Sport e non potevano fare a meno di rivelarci l’estremo piacere comico dal quale si lasciavano trasportare. Chi fosse Benni, io non sapevo. Loro sì. Ma loro leggevano le “novità” – così si diceva – e frequentavano i giovani scrittori italiani (altra categoria emersa sul finire dei Settanta). L’espressione “giovane scrittore” fu coniata proprio per Benni, e lui se l’è trascinata dietro con ironia fino ai suoi sessant’anni: si divertiva a ripetere che era stato per un certo periodo l’unico “giovane scrittore”, un marchio di origine garantita. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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