Calenda e De Romanis hanno posto le basi di una nuova agenda economica riformista
Due interventi pubblicati ieri sulla Stampa hanno affrontato temi economici da una prospettiva riformista, oltre la contrapposizione tra destra e sinistra. Nel primo, Carlo Calenda ha richiamato l’attenzione sulla concentrazione della ricchezza e sul rischio che il potere del denaro possa arrivare a comprimere la democrazia. Il testo indica la questione come una sfida per il centro liberale e riformista. Il contenuto del secondo intervento, firmato da De Romanis, non è specificato nel brano.
Ieri sulla Stampa sono usciti due interventi molto utili per uscire dal solito giro del pensiero biunico di destra e sinistra sull’economia. Nel primo Carlo Calenda ha posto un problema che il centro liberale e riformista non può eludere: la concentrazione della ricchezza e il rischio che il denaro determini, fino a sopprimerla, la democrazia. Su questo siamo nella stessa area, quella che si oppone ai populismi di destra e di sinistra senza rinunciare a nominare le questioni sociali. Proprio per questo vale la pena discutere la diagnosi con la serenità di chi lavora allo stesso progetto. Il problema è reale. Il patrimonio si concentra, la rendita cresce più dei salari, il mercato elettrico mostra come regole mal disegnate possano produrre margini che nessuna concorrenza giustificherebbe. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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