Ucciso da dilettanti senza nemmeno una cassetta del pronto soccorso | processo Maradona l' arringa del procuratore
Nel processo sulla morte di Diego Maradona, il procuratore ha accusato i sanitari che lo seguivano di averlo lasciato in una casa senza nemmeno una cassetta di pronto soccorso. Nell’arringa ha descritto il calciatore, l’11 novembre 2020, come «una bomba a orologeria» e ha sostenuto che fosse stato portato lì dopo che «se ne sono liberati». Il testo disponibile non riporta altri dettagli sulle accuse né sull’andamento del processo.
Un'arringa pesantissima. "L'11 novembre 2020, Maradona era una bomba a orologeria. Se ne sono liberati e lo hanno portato in quella casa dove, 14 giorni dopo, è morto": al Tribunale di San Isidro è iniziata, con l'arringa finale del procuratore Patricio Ferrari, la fase conclusiva del processo sulla morte del Pibe de Oro avvenuta il 25 novembre 2020. Dopo oltre 40 udienze e 103 deposizioni fra imputati e testimoni da aprile ad oggi, l'accusa (alla presenza - tra gli altri - delle figlie di Diego Maradona, apparse più volte commosse e con le lacrime agli occhi) ha ribadito che il Diez è morto a causa di una cattiva assistenza medica durante il ricovero domiciliare. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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