La camminata lenta è colpa anche del cervello La scoperta giapponese e perché è utile in chiave anti-age
Uno studio giapponese ha rilevato che negli adulti sopra i 60 anni, la riduzione della velocità nel camminare è collegata a cambiamenti nel funzionamento cerebrale. I ricercatori hanno osservato che il cervello svolge un ruolo chiave nel modulare il ritmo della camminata, oltre alla diminuzione di forza muscolare e resistenza. I risultati suggeriscono che i processi cerebrali contribuiscono alla variazione del passo con l’età, indicando un legame tra funzione cerebrale e capacità motoria negli anziani.
Camminare più lentamente col passare del tempo non è dovuto solo a una minore forza muscolare e resistenza, che vengono meno con l’avanza dell’età. A indicarlo sono i risultati di uno studio giapponese, che mostra come il cervello abbia un ruolo centrale nel cambio di ritmo nella camminata, negli over 60. Le indicazioni sono particolarmente utili nell’ambito di una eventuale diagnosi di declino cognitivo o demenza nell’anziano, nelle fasi iniziali. Perché si rallenta il passo della camminata. Man mano che l’età avanza è ritenuto fisiologico rallentare tutti i ritmi con i quali si svolgono le azioni quotidiane, a maggior ragione il passo della camminata. 🔗 Leggi su Dilei.it

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