Emilia-Romagna Eroe anti racket sfruttava tunisini

Notizia in breve

Un referente di un’associazione contro l’usura in Emilia-Romagna e sua moglie sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di caporalato. L’uomo, noto come un “eroe anti racket”, avrebbe sfruttato lavoratori tunisini, secondo le indagini. La vicenda riguarda presunti episodi di sfruttamento e approfittamento di manodopera straniera. La procedura giudiziaria è stata avviata dopo le indagini delle forze dell’ordine.

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Roberto Malvolti, referente per l’Emilia-Romagna di un’associazione contro l’usura, è stato rinviato a giudizio assieme alla moglie con l’accusa di caporalato. Per anni, Roberto Malvolti ha indossato l’abito candido del paladino della legalità. Come referente per l’Emilia-Romagna dell’associazione Sos Italia Libera frequentava i tavoli istituzionali, stringeva mani nelle prefetture e spiegava al mondo quanto fosse nobile e necessario difendere le vittime di usura ed estorsione. Solo lo scorso maggio, arringava i media invocando con urgenza l’assegnazione di un immobile confiscato alle mafie per farne il faro della giustizia locale. Oggi, quel faro si è spento sotto i colpi di un rinvio a giudizio che sconcerta profondamente. 🔗 Leggi su Laverita.info

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