Emilia-Romagna Eroe anti racket sfruttava tunisini
Un referente di un’associazione contro l’usura in Emilia-Romagna e sua moglie sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di caporalato. L’uomo, noto come un “eroe anti racket”, avrebbe sfruttato lavoratori tunisini, secondo le indagini. La vicenda riguarda presunti episodi di sfruttamento e approfittamento di manodopera straniera. La procedura giudiziaria è stata avviata dopo le indagini delle forze dell’ordine.
Roberto Malvolti, referente per l’Emilia-Romagna di un’associazione contro l’usura, è stato rinviato a giudizio assieme alla moglie con l’accusa di caporalato. Per anni, Roberto Malvolti ha indossato l’abito candido del paladino della legalità. Come referente per l’Emilia-Romagna dell’associazione Sos Italia Libera frequentava i tavoli istituzionali, stringeva mani nelle prefetture e spiegava al mondo quanto fosse nobile e necessario difendere le vittime di usura ed estorsione. Solo lo scorso maggio, arringava i media invocando con urgenza l’assegnazione di un immobile confiscato alle mafie per farne il faro della giustizia locale. Oggi, quel faro si è spento sotto i colpi di un rinvio a giudizio che sconcerta profondamente. 🔗 Leggi su Laverita.info

Notizie e thread social correlati
Dal primo ottobre le misure anti-smog in Emilia-Romagna: ecco i limiti a veicoli inquinanti, impianti a biomassa e attivitàDal primo ottobre sono in vigore in Emilia-Romagna le nuove restrizioni anti-smog, valide fino al 31 marzo 2027, inclusi i divieti domenicali.
Emilia-Romagna, la lunga crisi dell’industria. La Cgil Emilia-Romagna: «Persi 40mila occupati nelle fabbriche. Così la regione diventa più povera»Entro la fine del 2025, in Emilia-Romagna sono stati persi circa 40 mila posti di lavoro nel settore manifatturiero.