Confindustria Ceramica l’allarme | Caro energia situazione grave Sono a rischio le linee produttive
Le aziende della ceramica italiana segnalano che il costo dell’energia ha reso a rischio le linee produttive. Confindustria Ceramica afferma che il caro energia non è più un’emergenza temporanea, ma una condizione strutturale. La situazione attuale, secondo le imprese, è più grave rispetto a quella del 2022. La produzione è in difficoltà a causa degli incrementi dei costi energetici.
Il caro energia "non è più un’emergenza congiunturale", è "una condizione strutturale che sta mettendo in ginocchio l’ industria ceramica italiana, e lo sta facendo in una fase persino più pericolosa di quella attraversata nel 2022". A lanciare l’allarme è Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, che chiede al Governo di accelerare su un pacchetto di misure immediate per un settore che vale oltre 7,5 miliardi di euro di fatturato e che dà lavoro a decine di migliaia di persone. "Quello che stiamo vivendo è un caro energia pervasivo, che non risparmia nessuna impresa del comparto – dichiara Ciarrocchi. Con il gas naturale a 80 euroMWh non si può continuare a fare ceramica. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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