UniPegaso nel mirino della procura di Napoli le pressioni sulla ministra Bernini e sui patti con i giornali I pm | pubblicità in cambio di buona stampa
Secondo la Procura di Napoli, UniPegaso avrebbe esercitato pressioni sulla ministra dell’Università affinché il personale amministrativo, senza docenti, potesse continuare a esaminare, convalidare e verbalizzare le attività. La procura sostiene che l’ateneo abbia inoltre stabilito patti con alcuni giornali, offrendo pubblicità in cambio di una copertura positiva sulla stampa. Le indagini si concentrano su queste relazioni e sui presunti scambi tra l’università e i media.
Gli esami li guardava, convalidava e verbalizzava il personale amministrativo, senza docenti. Secondo la Procura di Napoli, UniPegaso voleva che continuasse così e, per riuscirci, avrebbe fatto pressioni sulla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini. È il cuore dell’inchiesta che martedì aveva portato la Guardia di Finanza a perquisire i vertici di Multiversity e UniPegaso e a notificare 22 avvisi di garanzia. Il primo filone dell’inchiesta: non cambiare le regole. Il primo filone riguarda il ministero. Secondo i pm, il presidente del gruppo Fabio Domenico Vaccarono puntava a “tenere ferme” le regole sugli esami a distanza introdotte dal suo predecessore Danilo Iervolino, anche lui indagato. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it
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