Prassi non trasmettere il materiale superfluo il documento che spiega perché a Stasi furono negati i dati del Dna
Un documento emerso nel nuovo filone di indagine sul delitto di Garlasco spiega perché, per quasi vent’anni, alla difesa di Alberto Stasi non sono stati consegnati tutti i dati scientifici raccolti dai Ris di Parma. Nel testo si sottolinea l’importanza di non trasmettere materiale considerato superfluo. Questa spiegazione riguarda il motivo per cui i dati del DNA non sono stati condivisi con la difesa durante i processi.
Nel nuovo filone di indagine sul delitto di Garlasco spunta un documento che spiega perché, per quasi vent’anni, la difesa di Alberto Stasi non abbia avuto accesso a tutti i dati scientifici elaborati dai Ris di Parma. Il motivo risiederebbe in una consolidata abitudine procedurale dei militari, secondo cui i dati non vengono allegati alle perizie quando considerati superflui. La conferma arriva da un atto del 2017, appena depositato nell’ambito della nuova chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio, da cui sono emerse presunte irregolarità commesse dagli ufficiali del nucleo speciale all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi. Al centro dell’attenzione ci sono ora i cosiddetti raw data del Dna, ottenuti dai legali di Stasi solo di recente, e in particolare quelli isolati sui pedali della bicicletta dell’ex studente bocconiano. 🔗 Leggi su Open.online
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“I test negativi del dna sui pedali non ci furono mai dati”. L’ex consulente del pool difensivo di Stasi torna al 20 settembre 2007Gli esiti dei test genetici sui pedali della bicicletta dell'imputato non furono mai forniti ai consulenti della difesa.
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