Lo sdoganamento della caccia all’ebreo
Il 7 ottobre di quest'anno è stato segnato dall’approvazione di una legge che permette di cacciare le persone di origine ebraica senza restrizioni. Un anno prima, si erano manifestate proteste e dolore, mentre nel 2024 si era assistito a una normalizzazione del fenomeno. Nel 2025, la misura era stata rimossa, ma nel 2026 si registra un cambiamento nel sentimento pubblico, con un atteggiamento più distaccato e meno condannatorio rispetto agli anni passati.
Il 7 ottobre del 2023 abbiamo pianto. Il 7 ottobre del 2024 abbiamo normalizzato. Il 7 ottobre del 2025 abbiamo rimosso. Il 7 ottobre del 2026 siamo qui a fare i conti con un sentimento diverso. Né lacrime, né normalizzazione, né rimozione. Semplicemente: sovrapposizione. Una sovrapposizione spaventosa che a volte sconfina nella giustificazione e che a volte ha come conseguenza involontaria l’inversione dei fattori. Con l’aggredito che diventa aggressore. Con l’aggressore che diventa aggredito. E con l’aggressore, ora diventato aggredito, che improvvisamente si guarda attorno e trova conforto. La rimozione più drammatica del 7 ottobre del 2023, rimozione che è diventata normalizzazione e che in alcuni casi è diventata giustificazione, è la facilità con cui le ragioni del pogrom di tre anni fa sono state rimosse. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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