E se fosse l' arte sonora la cura contro la nostra impazienza? Avete mai provato ad ascoltare una mostra invece che a guardarla?

Notizia in breve

Un'installazione sonora ha causato fastidio a un visitatore durante una mostra, poiché la percezione uditiva lo ha costretto a rimanere presente nel momento, creando disagio. La persona ha ammesso di preferire l'osservazione visiva rispetto all'ascolto, trovando le installazioni sonore invasive e invasive. Non sono state riportate altre reazioni o commenti da parte di altri visitatori o organizzatori.

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Confessione numero due: le installazioni sonore mi infastidivano. Mi forzavano a stare lì, in quel famoso qui ed ora che tutti cercano disperatamente tra mindfulness, giardinaggio e ricami all'uncinetto. L'ho capito a Berlino, l'estate scorsa, in uno spazio di Kreuzberg dove la galleria francese Le Son 7 aveva messo in fila dei cavalletti con le cuffie appese. Non c'era nulla da vedere. Una stanza semivuota. Primo impatto? Noiosissimo, ho pensato di andarmene. Ma ero con un'amica e sono rimasta. Infastidita prima, con il piede che tamburella nervoso, la testa che si chiede, ma quanto dura? Nelle cuffie c'erano i dialoghi di Miranda July, The Drifters. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - E se fosse l'arte sonora la cura contro la nostra impazienza? Avete mai provato ad ascoltare una mostra invece che a guardarla?
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