Dentro Hezbollah Abbiamo incontrato in Libano miliziani e sostenitori del Partito di Dio per capire obiettivi e ombre tra culto del martirio e sete di potere
In Libano, sono stati intervistati miliziani e sostenitori di Hezbollah per conoscere le loro posizioni, tra cui il culto del martirio e il desiderio di potere. Nel frattempo, alcuni giorni prima, un distributore di benzina sulla strada tra Nabatiyeh al-Fawqa e Marjayoun mostrava tracce di bombardamenti, con una cresta, Ali al-Taher, annerita dal fosforo usato dagli israeliani durante un’occupazione precedente.
Qualche settimana prima, da un distributore di benzina sulla strada che da Nabatiyeh al-Fawqa sale a Marjayoun, la cresta di Ali al-Taher appariva già annerita dal fosforo con cui gli israeliani l’avevano battuta prima di occuparne le case. A scortarci è un miliziano del Partito. Arriva in motorino, l’auricolare al colletto e il walkie-talkie sotto una maglietta color sabbia. Nel settembre 2024 era tra quelli che sarebbero dovuti morire, quando Israele fece esplodere a distanza walkie-talkie e cercapersone del Partito. È vivo perché il suo apparecchio era rimasto sul comodino. Con ogni probabilità ha combattuto in Siria, dove la milizia intervenne dal 2013 a fianco di Assad: fu lì che si espose, offrendo a Israele una miniera di dati sui propri uomini. 🔗 Leggi su Vanityfair.it
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