Pino Corrias | Nel processo per l' omicidio di Giulio Regeni la giustizia è stata sacrificata sull’altare degli interessi economici
Nel processo sull'omicidio di Giulio Regeni, le indagini si sono concentrate sugli apparati di sicurezza egiziani. Regeni fu arrestato, sottoposto a interrogatori e torture prima di essere ucciso. Le autorità italiane hanno accusato che la giustizia sia stata compromessa in favore di interessi economici. La vicenda ha portato all'apertura di procedimenti giudiziari e a richieste di verità sulla morte del ricercatore.
Sappiamo che finì nelle mani degli apparati di sicurezza egiziani. Sappiamo che fu tenuto prigioniero, interrogato, torturato fino a strappargli l’anima. Sappiamo che il suo corpo venne abbandonato lungo una strada, tra i rifiuti, con fratture, ustioni in tutto il corpo, ferite da taglio, inflitte in almeno sette giorni di sevizie. Non un pestaggio finito male. Un metodo. E sappiamo che tre ufficiali della National Security egiziana sono stati condannati dalla Corte d’Assise di Roma a dieci anni per il sequestro. Non per l’omicidio, non per le torture, solo per il sequestro. È una sentenza che misura la nostra impotenza. Perché i tre condannati, identificati dagli investigatori, non sono mai stati in aula. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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