Mettetevi nei suoi panni per un secondo | vi svegliano nel cuore della notte per dirvi che avete appena vinto il Premio Nobel Siete sconvolti felicissimi ma in casa dormono tutti Come si fa ad aspettare la mattina per dirlo ai propri figli? E soprattutto come glielo si dice?
K arl Deisseroth è quello che in gergo si definisce un “gufo notturno”: stava finendo di lavorare a un articolo scientifico ed era andato a letto da pochissimo. Alle 0:27, nel buio della casa in California, il telefono sul comodino ha iniziato a squillare. Dall’altro capo del filo c’era il comitato svedese per annunciargli la vittoria del Premio Nobel per la Medicina 2026 per le sue ricerche pionieristiche sull’optogenetica, ottenuto insieme ai colleghi Georg Nagel e Peter Hegemann. «Per circa trenta secondi ho perso la capacità di parlare, non riuscivo a formulare le parole», ha raccontato lo scienziato. Dopo aver passato le prime ore al telefono con i giornalisti in salotto – stringendo tra le mani una tazza di caffè con la celebre frase di Game of Thrones «Io bevo e so cose» – la sua prima chiamata affettuosa è andata alla madre. 🔗 Leggi su Iodonna.it
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