Pressione fiscale al 43,5% nel secondo semestre si conferma la più alta dal 2015
Nel secondo trimestre del 2026, la pressione fiscale si attesta al 43,5%, secondo i dati dell’Istat. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si registra un incremento di 0,5 punti percentuali. La cifra rappresenta il livello più alto dal 2015. La percentuale comprende tutte le imposte e le tasse prelevate sul prodotto interno lordo.
Nuova fotografia dell’Istat sul secondo trimestre del 2026. Il report mostra la pressione fiscale al 43,5%, in aumento di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nelle stime si segnala anche un aumento dei consumi (+1,7%) e un aumento del reddito disponibile per le famiglie del +0,4%. Il secondo trimestre si racconta come un periodo di incertezze, che a fronte di un incremento dei consumi vede però il potere di acquisto delle famiglie diminuire dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Aumenta la pressione fiscale. Il secondo trimestre del 2026, fotografato dall’Istat, mostra una pressione fiscale in aumento al 43,5%. Se messa a confronto con lo scorso anno, quando i dati erano già in aumento ma al 42,9%, risulta ai massimi dal 2015 (al governo c’era Matteo Renzi) quando era al 43,3%. 🔗 Leggi su Quifinanza.it

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