Non fermare l’AI ma rafforzare il pensiero critico La riflessione del prof Corbino
La discussione sull'intelligenza artificiale si concentra ora sul rafforzamento del pensiero critico, non sulla sua messa al bando. La questione politica più rilevante riguarda le sue potenzialità e i rischi associati. Recentemente, un esperto ha sottolineato che non si tratta di fermare lo sviluppo dell'IA, ma di adottare misure per valutare e controllare gli impatti. La discussione si concentra sulle modalità di gestione di questa tecnologia, senza più mettere in discussione il suo ruolo centrale.
Dell’IA – o SI (super intelligenza) come la denomina ora Trump – non si discutono più importanza e prospettive di impiego. È diventata “la” questione politica del nostro tempo. Preoccupano le possibili conseguenze sulle nostre libertà. Potremmo subirne presto una gravissima compromissione. Straordinario per le possibilità che offre, lo strumento lo è anche per i pericoli ai quali espone. Cumula conoscenze che nessuna memoria umana è in grado di dominare e che esso permette di mettere a frutto in ogni campo dell’operare. Genera efficienze organizzative, solleva da fatiche materiali, libera da responsabilità decisionali. Abbatte dovunque tempi e costi. 🔗 Leggi su Formiche.net

12 maggio 2026, informazione e responsabilità. Porterà la sua riflessione padre Giuseppe Riggio
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