Le tolgono i buoni pasto durante lo smart working | dipendente fa causa e vince Il datore ora deve pagare 3.600 euro di ticket arretrati

Notizia in breve

Un dipendente ha intentato una causa dopo che gli sono stati tolti i buoni pasto mentre lavorava da remoto. La sentenza ha stabilito che il datore di lavoro deve corrispondere 3.600 euro di ticket arretrati. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di modifiche alle condizioni di lavoro, che includono la sospensione dei benefici legati allo smart working e la modifica degli orari di lavoro, con un divieto di continuare a lavorare da casa a partire dal 2024.

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Prima i buoni pasto cancellati durante lo smart working, poi la modifica dell’orario di lavoro e infine, nel 2024, lo stop alla possibilità di continuare a lavorare da casa. È quello che è avvenuto a una donna che ha portato il suo datore di lavoro davanti al Tribunale di Trieste e ha avuto ragione su gran parte delle contestazioni. Il giudice del lavoro ha infatti disposto il pagamento di 3.600 euro di buoni pasto arretrati, il ripristino del precedente orario di lavoro e la possibilità di tornare allo smart working. La vicenda parte da lontano: la donna era dipendente della società dal 1° gennaio 2008 e risulta inquadrata come assistente amministrativo-contabile. 🔗 Leggi su Open.online

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