L’assolo esistenziale di Gioele Dix Confronto spietato con se stessi
Gioele Dix ha portato in scena un monologo che affronta temi esistenziali, evidenziando un confronto diretto con sé stesso. Lo spettacolo si basa su riflessioni personali e un tono ironico, richiamando un proverbio yiddish sul rapporto tra progetti e destino. L’artista utilizza l’ironia e la disillusione per esplorare questioni interiori, senza ricorrere a narrazioni complicate o a messaggi di speranza. Lo spettacolo si concentra sul confronto tra l’individuo e le proprie aspirazioni, con uno stile diretto e spontaneo.
C’è un antico proverbio yiddish che recita: "Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti". Amaro, certo. Ma non senza una generosa punta di ironia cinica e disillusa. Che fa subito pensare alla scrittura di Gioele Dix. Quel suo modo di porsi in scena. E di giocare con la risata. All’interno di un orizzonte di riferimenti piuttosto ampio. Trasversale. Come in questo caso. Dove ci si muove fra Groucho Marx e John Lennon, passando per Seneca o il Sandro Penna di "Io vivere vorrei addormentato, entro il dolce rumore della vita". Tasselli. Dai colori differenti. Che vanno a comporre il mosaico drammaturgico di “ Arrivati a questo punto “, da martedì al 18 ottobre in Sala Grande del Franco Parenti. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

Gioele Dix - Cinque Dix (Spettacolo Completo 1995)
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