Ranucci scopre la privacy quando l’inchiesta bussa alla sua porta Ma ora pure le firme storiche di Report lo contestano
Un episodio di accesso con l’inganno nel condominio di un giornalista di Report ha portato alla sua denuncia. Ranucci ha definito l’episodio parte di una campagna di delegittimazione e ha sottolineato come il giornalismo d’inchiesta debba essere tutelato finché le domande non arrivano direttamente a casa. Ora anche le firme storiche del programma contestano le modalità con cui sono stati condotti alcuni accessi investigativi.
Il giornalismo d’inchiesta va difeso finché le domande non arrivano sul proprio pianerottolo. Pare questa la filosofia di Sigfrido Ranucci, che denuncia un presunto accesso con l’inganno nel condominio dove dispone di un appartamento e colloca l’episodio dentro una campagna di delegittimazione. Proprio lui che, per anni, ha sguinzagliato i suoi inviati praticamente dappertutto nel nome del diritto di cronaca. Ora Sigfrido invoca il rispetto della privacy. Secondo il racconto di Ranucci, pubblicato sabato mattina sui social, un giornalista di un magazine online, collaboratore di una trasmissione Rai, «avrebbe fornito false generalità e avrebbe spinto l’ignara donna delle pulizia a mentire e a suonare agli altri inquilini del condominio pur di entrare». 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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