Dovevamo ricostruire il calcio siamo a parlare di un tesserino | l’Italia fa vincere la sua versione peggiore
L’Italia del calcio, che avrebbe dovuto ripartire e rinnovarsi puntando su giovani, vivai e progetti a lungo termine, si concentra ora su un tesserino. Dopo aver seguito tre Mondiali in tv, il calcio italiano sembra essersi fermato a questioni burocratiche, invece di affrontare i cambiamenti necessari. La speranza di una rivoluzione, con l’obiettivo di rilanciare il movimento, sembra essere svanita, lasciando spazio a discussioni su documenti e formalità.
L’Italia del pallone che ha guardato tre Mondiali dalla tv, che doveva ripartire e occuparsi della sua ricostruzione, che pensava di rivoluzionare se stessa mettendo al centro le discussioni su vivai, scuole calcio, giovani, progetti a lungo o lunghissimo termine, che cullava il sogno Guardiola, che fine ha fatto? Ferma a parlare di un tesserino. Elevato a emergenza, o a priorità, nazionale, che poi è la stessa cosa. Saranno state anche retoriche certe analisi sui nostri vizi, o velleitarie certe proposte di palingenesi, ma è difficile sostenere che il dibattito adesso abbia fatto un salto di qualità. Ridateci subito le nostalgie degli oratori e della tecnica. 🔗 Leggi su Gazzetta.it
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