Damiano di Simine Legambiente | A Milano consumo di suolo al minimo dopo Expo lo sviluppo è stato verticale
A Milano, il consumo di suolo vergine è molto ridotto rispetto agli anni Duemila, con uno sviluppo che si è concentrato principalmente in altezza dopo l’Expo. Le aree agricole e i parchi, come il Parco Sud, non sono più soggetti a nuove trasformazioni edilizie.
«Milano oggi non si sta espandendo. I dati del consumo di suolo vergine non sono minimamente confrontabili con quelli dei primi anni Duemila. Le campagne, il parco Sud, non sono più sotto “predazione”. Dopo Expo, la crescita urbanistica da allora è stata soprattutto in verticale». Damiano di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, da anni studia il fenomeno. «Consultando i dati Ispra, dal 2015 al 2024, la città ha eroso 113 ettari di suolo. La sua provincia ne ha usati 720. Confrontandola con capoluoghi come Roma, Torino e Napoli, guardando il rapporto del consumo per numero di abitanti, Milano non è al primo posto». L’andamento è stato ondivago. 🔗 Leggi su Milano.corriere.it
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