India perché 130 milioni di elettori rischiano di non poter votare
Venerdì 2 ottobre, migliaia di persone si sono radunate a Mumbai protestando contro la revisione delle liste elettorali, che ha escluso circa 130 milioni di nomi. La manifestazione ha richiesto le dimissioni del presidente della Commissione elettorale. La revisione delle liste ha generato dubbi sulla possibilità di esercitare il diritto di voto per una vasta parte degli elettori. La protesta ha coinvolto cittadini preoccupati per l’accesso alle urne.
Migliaia di persone sono scese in piazza venerdì 2 ottobre a Mumbai per chiedere le dimissioni del capo della Commissione elettorale indiana, Gyanesh Kumar, e contestare la revisione delle liste elettorali che ha lasciato fuori dalle bozze circa 130 milioni di nomi. La manifestazione è stata organizzata dal Cockroach Janta Party (CJP) e dal suo leader Abhijeet Dipke, che accusa la Commissione di aver gestito il processo senza sufficiente trasparenza e in modo potenzialmente favorevole al BJP del primo ministro Narendra Modi. In migliaia si sono ritrovati a Mumbai. A radunarli è stato il carismatico leader del Cockroach Janta Party (CJP), Abhijeet Dipke, dopo che lo scorso 24 settembre aveva annunciato una mobilitazione nazionale nel caso in cui Gyanesh Kumar, presidente della commissione elettorale, non avesse lasciato l’incarico. 🔗 Leggi su Open.online
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