Caso Regeni il diritto non può fermarsi davanti agli interessi
Dieci anni dopo il ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, la Corte d’Assise di Roma ha condannato a pene detentive tre agenti dei servizi di sicurezza egiziani per il sequestro del ricercatore italiano. La sentenza arriva dopo un procedimento durato anni e rappresenta una prima verità giudiziaria sul caso. Il processo si è concluso con la condanna degli imputati, senza che siano stati riconosciuti altri responsabili. La vicenda resta aperta per ulteriori indagini.
Dieci anni dal ritrovamento del corpo, per arrivare ad una prima verità giudiziaria sul caso di Giulio Regeni. Dieci anni è anche la condanna inflitta dalla Corte d’Assise di Roma a tre appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani per il sequestro del ricercatore italiano. Non si conosce ancora la motivazione della sentenza, né è possibile attribuire una responsabilità penale all’intero apparato egiziano. Ma una cosa è ormai accertata: tre colonnelli dei servizi egiziani sono stati condannati per il sequestro di un cittadino italiano. E adesso la domanda riguarda la politica: che cosa significa questa sentenza per i rapporti tra Roma e il Cairo? L’Italia ha con l’Egitto rapporti economici, energetici e strategici, oltre a una cooperazione nel settore della sicurezza e della difesa. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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