Omicidio Mollicone consulente della Procura | La lesione sulla porta è compatibile con il cranio
Un ingegnere incaricato dalla Procura ha testimoniato nel processo di secondo grado sull'omicidio di Serena Mollicone, avvenuto nel 2001. Ha affermato che la lesione sulla porta di una caserma in provincia di Frosinone corrisponde più a un colpo di cranio che a un pugno. La testimonianza si inserisce nelle verifiche tecniche condotte sul luogo dell’incidente.
L’ingegnere Remo Sala, consulente della Procura Generale di Roma, sentito in aula nel processo di Appello bis per l’ omicidio di Serena Mollicone, uccisa nel 2001 ha detto che “ la lesione ritrovata sulla porta della caserma di Arce, in provincia di Frosinone, è più compatibile con un cranio che con un pugno “. Una tesi che supporta l’ipotesi dell’accusa, secondo cui il primo giugno del 2001 la testa della 18enne sarebbe stata sbattuta da Marco Mottola, al culmine di una lite, contro la porta, fino a farle perdere i sensi. La giovane sarebbe stata poi soffocata con un sacchetto legato con del nastro attorno la testa e il corpo poi abbandonato tra i rovi nel bosco di Fonte Cupa, nel comune di Fontana Liri. 🔗 Leggi su Lapresse.it

OMICIDIO MOLLICONE, UNA STORIA LUNGA 25 ANNI: LE NOVITÀ SUL SECONDO APPELLO
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