L’ha fatto più volte Avvelenate ricina il gesto di Gianni Di Vita che hanno notato tutti
Un uomo è stato più volte alla questura di Campobasso, dove ha consegnato volontariamente una borsa, un dispositivo elettronico e due computer. Durante la stessa giornata ha effettuato tre accessi all’ufficio. Inoltre, ha fornito dichiarazioni relative a una cena che si è svolta prima dei malori che lo hanno coinvolto. Sono stati riscontrati elementi collegati a un caso di avvelenamento con ricina. La polizia sta indagando sulla sequenza degli eventi e sui materiali consegnati.
Tre accessi alla questura di Campobasso nell’arco della stessa giornata, la consegna volontaria di una borsa, di un dispositivo elettronico e di due computer, oltre a dichiarazioni rese nel corso dei mesi sulla cena che precedette i malori. Sono questi alcuni degli elementi al vaglio nell’inchiesta sulla morte di due donne a Pietracatella, in provincia di Campobasso, decedute dopo un avvelenamento da ricina. Al centro dell’attenzione investigativa vi è il contesto familiare nel quale si è sviluppata la vicenda. Gianni Di Vita, commercialista, marito di una delle vittime e padre delle due donne coinvolte, non risulta indagato. La Procura ha precisato che la sua posizione non ha subito modifiche e l’uomo continua a essere indicato dalla difesa come persona offesa. 🔗 Leggi su Tvzap.it
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