Giustizia un corno
La Procura di Ravenna ha aperto un’indagine sui medici che avrebbero rilasciato certificati falsi per evitare il trasferimento dei migranti nei Cpr. Le autorità hanno sequestrato documenti e ascoltato testimoni. Nessuna persona è ancora formalmente accusata. Le indagini si concentrano sulle modalità di rilascio dei certificati e sulle eventuali responsabilità. La vicenda riguarda la validità delle attestazioni e il ruolo dei professionisti sanitari coinvolti.
C’è qualcosa di curioso, quasi di spiazzante, nella vicenda della Procura di Ravenna e dei medici finiti nell’inchiesta sui certificati destinati a evitare il trasferimento dei migranti nei Cpr. Non tanto per il merito dell’indagine, che dovrà fare il suo corso, quanto per chi oggi si trova a difendere i magistrati dalle accuse di aver trasformato un’inchiesta giudiziaria in una battaglia politica. Il Csm ha chiesto una pratica a tutela dei magistrati ravennati dopo che l’operazione è stata definita da alcuni come una 'caccia alle streghe', fino all’evocazione di 'metodi da Gestapo'. Dodici consiglieri, togati e laici, hanno sostenuto che parole di questo tipo rischiano di delegittimare la funzione giudiziaria. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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