Da oggi il Palazzo ha uno sguardo in meno L’addio di Verini a Umberto Pizzi
Oggi il Palazzo perde uno dei suoi osservatori più attenti. Umberto Pizzi, che non ha mai usato una macchina fotografica, ha lasciato questo mondo. La sua presenza si caratterizzava per uno sguardo particolare, che ha accompagnato molti momenti e persone nel tempo. La sua scomparsa è stata annunciata con parole di affetto da parte di chi lo conosceva, sottolineando il valore del suo modo di vedere il mondo.
“Un grande”. È espressione abusata. Ma talvolta appropriata. Come nel caso di Umberto Pizzi, che ci ha lasciato. Non imbracciava una macchina fotografica, ma uno sguardo. E con quello penetrava il tempo che viviamo. La Politica che viviamo. Come certe vignette, anche le foto di Pizzi erano editoriali. Parlavano più delle parole. C’era però umanità, in quegli affreschi spesso impietosi, in quei tic catturati ferocemente dall’obiettivo, in quelle foto che spesso coglievano la volgarità di un tempo “Cafonal”. Certo, il soggetto privilegiato erano la politica, il Palazzo, con i suoi riti, i suoi eccessi, i suoi esibizionismi, i suoi “generoni” non solo romani. 🔗 Leggi su Formiche.net

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