Parma il ricorso dal carcere di Sandokan Schiavone | Voglio dipingere di più Il boss dei Casalesi condannato a pagare 3mila euro

Notizia in breve

Il detenuto noto come «Sandokan» Schiavone, condannato a pagare 3.000 euro, ha presentato un ricorso per ottenere il permesso di dipingere più frequentemente. Attualmente, nel carcere di Parma, può accedere alla sala di pittura solo durante giorni e orari stabiliti dalla direzione. Non sono previsti altri spazi o tempi aggiuntivi per le attività artistiche. La richiesta riguarda un ampliamento delle possibilità di espressione attraverso l’arte durante la detenzione.

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Niente sala pittura al di fuori dei giorni e degli orari stabiliti dalla direzione del carcere per Francesco Schiavone, il boss dei Casalesi conosciuto col soprannome di «Sandokan», detenuto attualmente nel carcere di Parma. Per un paio d'anni era stato spostato nel carcere de L'Aquila a ridosso del suo tentativo di collaborare con la giustizia, intorno ai primi mesi del 2024, ma già in estate il procuratore capo della Dda napoletana, Nicola Gratteri, aveva stabilito che si trattasse appunto di un finto pentimento e che comunque le sue dichiarazioni erano praticamente inutili, secondo il magistrato.  A quel punto era stato riportato nel carcere di Parma, sempre in regime di 41 bis. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it

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