Madre e figli uccise con la ricina analisi su pc e 10 pen drive sequestrati a Gianni Di Vita Ancora attesi i risultati dei test eseguiti a Berlino
Sono stati sequestrati un computer e dieci pen drive a un uomo coinvolto nell’indagine sulla morte di una madre e di sua figlia, avvenuta a seguito di un’intossicazione da ricina durante una cena natalizia. Sono in corso analisi su questi dispositivi, mentre i risultati dei test eseguiti a Berlino sono ancora attesi. L’indagine riguarda la possibile origine della sostanza e le modalità con cui sarebbe stata somministrata.
C’è un nuovo capitolo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15, entrambe uccise da una intossicazione acuta da ricina dopo una cena avvenuta durante le festività natalizie a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Lunedì mattina hanno preso il via in Questura gli accertamenti sul computer e sulle dieci pen drive sequestrati lo scorso 31 luglio a Gianni Di Vita, il papà e marito delle due vittime. La Procura di Larino indaga per omicidio volontario. Gli investigatori – che da mesi raccolgono testimonianze – avrebbero raccolto “elementi certi” che orientano l’indagine verso un’ipotesi dolosa. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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Madre e figlia uccise: non c'è veleno nel sangue del padre - Vita in diretta 02/04/2026
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