In Etiopia i ribelli del Tigray mettono in crisi l’esercito Ira del Capo dell’esercito regolare | Eritrea e Sudan aiutano i separatisti
Le forze ribelli del Tigray hanno lanciato una nuova offensiva, dichiarando una “guerra totale” contro il governo etiope. Le violenze si sono intensificate in diverse zone, con scontri armati e distruzioni. L’esercito regolare ha accusato l’intervento di truppe straniere, segnalando il coinvolgimento di Eritrea e Sudan a sostegno dei ribelli. La situazione si aggrava, minacciando di estendersi ulteriormente nella regione.
Dopo il Medio Oriente, rischia di infiammarsi anche il Nord Africa. In queste ore, infatti, peggiora la crisi in Etiopia, dove i ribelli del Tigray hanno annunciato una “guerra totale” contro il governo del Paese, dando il via a violenti scontri. Una situazione che peggiora di ora in ora, al punto che ormai non si può escludere il rischio di un’escalation regionale. Questo perché il capo dell’esercito regolare etiope, Birhanu Jula, ha accusato l’Eritrea e il Sudan di sostenere i gruppi separatisti che combattono contro le truppe federali. Il capo di Stato maggiore, parlando sul canale YouTube dell’esercito, non ha usato mezzi termini: “Stiamo combattendo contro forze organizzate e alleate per servire gli interessi di forze esterne”. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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