I riformisti Pd pro-guerra ma senza voti puntano sulla linea del ricatto
Un gruppo di parlamentari del Pd, eletti esclusivamente grazie ai voti del partito in collegi sicuri, ha dichiarato che il partito non può essere influenzato da un’altra forza politica con la metà dei suoi voti. Questi parlamentari sostengono che il Pd deve mantenere la propria autonomia e non accettare pressioni, anche se questo comporta ricorrere a strategie di pressione o ricatto. La discussione riguarda la linea del partito sulla politica estera e sulla posizione in materia di guerra.
Lo hanno detto chiaro e tondo. Il Pd non può farsi dettare la linea da un partito che ha la metà dei suoi voti. Affermazione forte, che arriva da una pattuglia di parlamentari, eletti solo grazie ai voti del Partito Democratico in collegi blindatissimi, che invece la linea al PD vuole imporla, “anche facendo i disegnini se necessario”. Dalla piccola Casa del Popolo sul Bisenzio parte dunque un fermissimo No alla dittatura politica di Conte. La linea in politica estera alla coalizione e soprattutto al PD non possono imporla Conte, Fratoianni e Bonelli. Deve invece essere imposta da loro che da soli non raccoglierebbero neppure i voti per diventare capocondominio. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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