Risottino il colonnello ex Ros a capo dell’Unità speciale della Regione | Ora lotto con la burocrazia per i beni confiscati
Un ex ufficiale dei servizi segreti è diventato a capo di un'unità speciale della regione. Da settimane, si dedica a gestire i beni confiscati alle organizzazioni criminali, affrontando ostacoli burocratici e pratiche amministrative complesse. La sua routine include incontri con funzionari, analisi di documenti e verifiche di dati patrimoniali, spostandosi tra uffici pubblici per portare avanti le procedure di confisca e gestione dei beni.
Fino a qualche settimana fa la vita di Enrico Risottino era dedicata a combattere mafie e criminali. Giorni e notti di appostamenti, pedinamenti e interminabili riunioni per mettere a punto le strategie delle indagini, e poi lo studio delle visure camerali, dei flussi bancari, delle intercettazioni telefoniche. Troppo, il tempo dedicato a combattere le mafie, per mettere tutto da parte e pensare solo a godersi il tempo libero, ora che è in pensione. E quindi Risottino ha deciso di accettare il nuovo incarico voluto per lui dal presidente della Regione Alberto Stefani, ossia di guidare l’unità speciale della Regione Veneto per i beni confiscati alle mafie. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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