Il mio cane Socrate i bimbi malnutriti il Niger | una riflessione sul valore della vita
Un cane nato in una fabbrica, con una madre che aveva partorito tra attrezzi e macchinari, è diventato oggetto di riflessione sulla vita. Nel frattempo, in un paese africano, bambini malnutriti continuano a soffrire, mentre nelle cronache si parla di crisi alimentari e di emergenze umanitarie. La storia del cane e quella dei bambini si intrecciano nel ricordo di vite che spesso vengono ignorate o sottovalutate. La realtà di un mondo che fatica a garantire condizioni di vita dignitose rimane sotto gli occhi di tutti.
L’avevo chiamato Socrate ed era nato in fabbrica. Sua madre, una cagna aperta all’ecumenismo, aveva partorito nell’officina meccanica della fabbrica nella quale lavoravo. In quei tempi non c’era la video- sorveglianza, i cronometri per misurare le pause per il caffè e si esercitava perfino lo sciopero del rendimento. In alcuni fine settimana, nel turno di notte, in certi reparti si poteva anche arrostire la carne e bersi un bicchier di vino in compagnia. I guardiani e i padroni sapevano tutto ma c’erano le lotte sindacali e anche spazi di umana convivenza. Quello che sarebbe stato chiamato Socrate era l’unico cucciolo nero della nidiata multicolore custodita, con affezione, dagli operai e capi dell’officina meccanica dello stabilimento. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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