I conti in tasca Rincari viaggio al mercato dove la spesa pesa | uva a otto euro al chilo
La spesa quotidiana degli anconetani si fa più costosa, con un esempio di uva venduta a otto euro al chilo. I rincari nei negozi di alimentari variano: alcuni commercianti cercano di mantenere bassi i prezzi, accettando margini di profitto ridotti, mentre altri trasferiscono integralmente gli aumenti di costo dall’ingrosso al consumatore. La situazione non riguarda tutti i prodotti in modo uniforme e le variazioni si riscontrano tra i diversi esercizi commerciali.
La busta della spesa "pesa" ogni giorno di più, nelle tasche degli anconetani, ma i rincari sui banchi dei generi alimentari non sono generalizzati. Tra i commercianti c’è chi cerca di contenere il prezzo della merce, magari guadagnando meno, chi invece fa ricadere tutti gli aumenti dei prezzi all’ingrosso direttamente sul cliente finale. È il quadro che emerge dalle interviste effettuate venerdì scorso al mercato di via Maratta. Pane, carne, pesce, frutta e verdura e altri alimenti, come insaccati, prosciutto, formaggio: si può acquistare di tutto, anche un grappolo d’uva a quasi 8 euro al chilo. Senza semi, però. È chiaro che l’impatto degli aumenti del costo del carburante incide sui trasporti della merce, e la stessa cosa vale per l’aumento dei costi dell’energia. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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