Binda risarcimento ridotto Equivoci e imprudenze | Sembravano confessioni
Stefano Binda ha ricevuto un risarcimento ridotto a seguito di un procedimento legale. Dal materiale sequestrato, tra cui agende, appunti e diari conservati dall’interessato, non risultano elementi che indicano colpe o imprudenze. Anche durante gli interrogatori, il suo comportamento non ha evidenziato comportamenti colposi. Le prove raccolte non suggeriscono responsabilità o errori da parte di Binda.
Dal materiale sequestrato (agende, appunti, diari, che l’interessato non ha mai pensato di distruggere, anzi ha conservato nella sua abitazione), così come dal suo comportamento negli interrogatori, non emergono profili colposi da parte di Stefano Binda. Con una sola eccezione, una sorta di doppia "imprudenza", giudicata "colpa lieve". In quaranta pagine il consigliere estensore Giuseppina Barbara motiva l’ordinanza della quinta sezione penale della Corte d’appello di Milano che ha riconosciuto a Binda un risarcimento di 212.294,16 euro per i tre anni e mezzo di ingiusta detenzione patiti prima di essere assolto con formula piena dall’accusa di essere l’assassino di Lidia Macchi. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

Notizie e thread social correlati
Leggi anche: Delitto Macchi: a Stefano Binda risarcimento da 210mila euro per ingiusta detenzione
Stefano Binda e i 212mila euro di risarcimento per ingiusta detenzione. Le agende, le frasi, gli appunti e quella “doppia imprudenza”Il tribunale ha stabilito che Stefano Binda riceverà un risarcimento di 212 mila euro per ingiusta detenzione.