Se ti opponi ai data center sei una spia della Cina | così Washington criminalizza il dissenso sull’IA
Negli Stati Uniti, chi si oppone alla costruzione di un data center può essere accusato di essere un agente straniero al servizio di Pechino. La criminalizzazione del dissenso si accompagna a dichiarazioni che collegano chi protesta alla Cina. La questione si inserisce nel contesto del dibattito pubblico sull’Intelligenza Artificiale, con alcuni esponenti che accusano i manifestanti di sostenere interessi stranieri. La posizione ufficiale sembra attribuire un carattere di minaccia alle proteste contro i progetti di infrastrutture digitali.
Mentre il futuro dell’Intelligenza Artificiale è sempre più al centro del dibattito pubblico, ( vedi il confronto tra Xi Jinping e Donald Trump ), negli Stati Uniti chi protesta contro un data center rischia ora di essere trattato come un «agente straniero» al servizio di Pechino. Un messaggio che arriva direttamente dal Dipartimento di Giustizia americano (DoJ), in un caso ricostruito dal giornalista investigativo Ken Klippenstein e che rivela come l’amministrazione Trump stia trasformando il malcontento popolare verso l’IA in una questione legata al controspionaggio. L’avviso del DOJ. Il 16 settembre il Dipartimento di Giustizia ha diffuso un comunicato che ricorda gli obblighi previsti dal Foreign Agents Registration Act (Fara) e dall’articolo 951 del Codice penale federale. 🔗 Leggi su It.insideover.com

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