A scuola servirebbe una materia chiamata Diversità
A scuola si propone l’introduzione di una materia chiamata “Diversità”. Si sostiene che non sia necessario condividere un’esperienza diretta con un compagno autistico per conoscere l’autismo, né incontrare una persona cieca per capire il ruolo di un cane guida. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza attraverso l’educazione, senza dover necessariamente vivere in prima persona situazioni di diversità.
Non dovrebbe essere necessario avere un compagno autistico per imparare che cos'è l'autismo. Non dovrebbe essere necessario incontrare una persona cieca per sapere che cos'è un cane guida e perché non va distratto. Non dovrebbe essere necessario avere un compagno con disabilità per scoprire che la disabilità può essere motoria, sensoriale, intellettiva, comunicativa o riguardare aspetti che spesso non sono immediatamente visibili. Perché l'inclusione non può essere soltanto una parola scritta nei documenti scolastici. L'inclusione si insegna. Si insegna che ogni persona ha capacità, desideri, diritti e potenzialità. E forse, se imparassimo tutto questo fin da piccoli, un domani avremmo meno bisogno di spiegare agli adulti che cosa significa davvero includere. 🔗 Leggi su Ilsipontino.net
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