Stefano Daveti Ucciso a sprangate dal vicino le motivazioni della condanna a otto anni e due mesi | Era molesto e fonte di esasperazione una provocazione continua
Il vicino condannato a otto anni e due mesi di reclusione per l’omicidio con sprangate di Stefano Daveti, descritto come molesto e fonte di esasperazione. La sentenza tiene conto dei disturbi causati dalla vittima, del pentimento e del risarcimento ai parenti. Il giudice ha motivato la condanna anche sulla base della provocazione continua che avrebbe subito l’imputato. La vicenda si è svolta in un contesto di tensioni tra i due vicini.
I tanti disturbi provocati dalla futura vittima, il pentimento e il risarcimento versato ai parenti. Sono gli elementi che hanno mitigato sino a otto anni e due mesi di reclusione la sentenza per Cristian Chesi, reo confesso per l’omicidio del vicino Stefano Daveti. Il 21 giugno 2024 a Morsiano di Villa Minozzo, piccolo borgo dell’Appennino di Reggio Emilia, l’oggi 50enne Cristian Chesi colpisce undici volte al capo e al corpo il 63enne Daveti, ex insegnante originario di La Spezia, da alcuni anni residente a Morsiano, dove è spesso entrato in contrasto con gli altri residenti per alcuni suoi comportamenti piuttosto eccentrici. Il 21 giugno 2024, Daveti discute con Emore Chesi, il padre di Cristian impegnato in alcuni lavori col trattore, per via del rumore provocato. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it

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