Libano una speranza anche per le vittime della ' Kafala'
Almeno 10 persone sono state arrestate nel Libano nell’ambito di un’indagine su un sistema di sfruttamento legato alla kafala. Le vittime, provenienti in gran parte da paesi africani e asiatici, erano impiegate come domestiche e lavoratori, ma spesso soggette a condizioni di sfruttamento e privazione della libertà. Le autorità hanno avviato controlli e perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di agenzie di collocamento coinvolte. La vicenda evidenzia le criticità nel sistema di tutela dei lavoratori stranieri.
Vincenzo Giardina - Città del Vaticano Sono le più vulnerabili tra i vulnerabili: sognavano un futuro migliore e sono divenute invece vittime della "kafala", un sistema ingiusto che crea sfruttamento e toglie libertà. Sono le lavoratrici domestiche straniere, ostaggio due volte, nel Libano in cerca di pace: per i bombardamenti che non hanno risparmiato i civili e perché sono senza protezione, in qualche caso addirittura costrette a presidiare case abbandonate dai loro proprietari e padroni. E’ per queste lavoratrici che è partito un progetto dell’organizzazione italiana Celim, realizzato insieme al vicariato apostolico di Beirut. Non lasciare indietro nessuno A un centro “polifunzionale”, nella cittadina di Jounieh, a nord della capitale libanese, faranno riferimento 250 persone, perlopiù donne e bambini di origine africana. 🔗 Leggi su Vaticannews.va
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Libano, una speranza anche per le vittime della kafala
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